Ore 10.45
Prolusione alla III Edizione di FestivalStoria
di Angelo d’Orsi, ideatore e direttore del Festival
Conferimento del Premio FestivalStoria, II Edizione in collaborazione con Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in Provincia di Cuneo
Ore 11.30
Intervallo musicale
Ore 12.00-13.00 Razze, etnie, nazioni
Lectio magistralis di Walter Pohl
Presenta Giuseppe Sergi
Un grande studioso ci guida sui sentieri europei, nel complesso passaggio dall’evo antico a quello moderno, soffermandosi sulla lunga stagione medievale, in un affascinante tragitto fra tre parole e altrettante realtà, che storicamente si sono spesso accavallate e confuse, suscitando spesso gravissimi conflitti.
Ore 15.30-17.30 Il trionfo del razzismo: fascismo e nazismo
Con Annalisa Capristo, Francesco Germinario, Domenico Losurdo
Nel cuore di un’Europa da “fine della civiltà”, in nome di asseriti princìpi di “razze superiori” e “inferiori”, il razzismo tocca i suoi apici, diventando industria di morte, che solo anni dopo svelerà appieno le proprie mostruose dimensioni. I due fenomeni storici italiano e tedesco – legati a due figure finite entrambe tragicamente, Benito Mussolini e Adolf Hitler – massima espressione dell’ideologia e della pratica razzista, vengono qui discussi ed analizzati in chiave comparativa.
Ore 18.00
Inaugurazione della mostra
L’offesa della razza. Razzismo e antisemitismo dell’Italia fascista
Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna
A cura di Riccardo Bonavita, Gianluca Gabrielli, Rossella Ropa
Presentazione e visita guidata Gianluca Gabrielli
Partendo dalla irrilevanza scientifica del concetto di razza, la mostra, contro ogni pericolo di rimozione e di banalizzazione, intende far vedere e toccare con mano attraverso l’esposizione dei più diversi materiali documentari, la natura, l’ideologia, gli effetti del razzismo novecentesco. Pensata specialmente per un pubblico giovanile – studenti medi e universitari – per la sua concezione e struttura, facile e accattivante, si rivolge al più vasto pubblico di coloro che vogliono “saperne di più”.
Ore 20.00* Ma che razza di roba mangi?
Con Marcella Filippa e Giacomo Mojoli A seguire
Buffet
Anche il cibo è oggetto di manifestazioni di pregiudizi che non di rado rinviano a stereotipi razzisti. Gli esperti ci guideranno nella loro scoperta, aiutandoci a capire che il “cibo dell’altro” può essere buono almeno quanto il nostro, se non migliore…
* Ingresso con buffet € 10,00; gratuito per i soci dell’Associazione FestivalStoria. Prenotazione obbligatoria Ufficio del Turismo di Saluzzo tel +30 0175 46710
Spettacolo teatrale della Compagnia Teatro del Buratto di Milano
Con Renata Coluccini. Regia di Simona Gonella
Una carrellata tra le più famose e pericolose teorie sulla misurazione dell’intelligenza umana che, forti di un presunto e inconfutabile valore scientifico, hanno condizionato i rapporti sociali dalla Rivoluzione Francese ai nostri tempi. Spettacolo rivolto agli allievi delle Scuole medie inferiori e delle Quinte classi elementari.
Caserma Mario Musso
Ore 15.30-18.00 L’Italia in Africa: fatti e misfatti
Con Giulia Barrera, Angelo Del Boca, Gianluca Gabrielli, Giorgio Rochat
Proiezione del video Un posto al sole di Chiara Ottaviano, 2007
Presentato dall’autrice
La colonizzazione italiana in Africa è stata per anni presentata come poco violenta ed innocua, ignorando le pratiche di segregazione razziale ad essa accompagnate e quelle militari, come l’ampio utilizzo di gas letali oggi vietati dai trattati internazionali. La tavola rotonda e la proiezione del video Un posto al sole sfateranno il mito degli “italiani brava gente” presentando il vero volto della colonizzazione e del nostro passato.
Ore 18.00-19.00 A forza di essere vento. Lo sterminio dei rom
Proiezione di materiali filmati
Presentazione e commento di Paolo Finzi e Giorgio Bezzecchi
Lo sterminio delle popolazioni rom durante la Seconda Guerra mondiale è poco conosciuto ma, pur nella sua specificità rispetto ad altri “olocausti” presenta tratti di violenza e di tipico odio razziale, assolutamente sconvolgenti. La visione del documentario Porrajmos – in lingua romà “distruzione”, parola indicante un analogo di “sterminio, olocausto” –, tratto dal dvd A forza di essere vento (che rinvia a Fabrizio De Andrè), opportunamente presentato e commentato, e la musica tzigana serviranno a ricostruire le vicende di un popolo perseguitato, e la sua eredità, per non dimenticare, o meglio, per sapere, anche davanti a recenti fenomeni legati alla vita quotidiana, che hanno acceso vivaci discussioni.
A seguire
I Muzikanti
Concerto di musica rom
Marta Pistocchi, violino; Jovica Jovic, fisarmonica; Davide Marzagalli, darbouka, sax soprano; Matteo Maraone, contrabbasso
Questa piccola orkestra balcanica, eterogenea, multiforme ed in continua evoluzione, raccoglie in sé musicisti di diverse origini e bagagli culturali di lontane provenienze.
Ore 11.30-13.00 L’Imbroglio etnico. Neocolonialismo e razzismo democratico
Con René Gallissot e Annamaria Rivera
La rivendicazione della propria identità per contrapposizione all’altro, al diverso, ha spiegazioni più legate a fattori di ordine economico che ad una diversità che è molte volte immaginata e strumentalizzata. E come si configura oggi, in società “democratiche”, tale razzismo soffuso, che si nasconde e si camuffa in molti modi? Due specialisti, che hanno lavorato insieme in un libro sul tema, ne discutono in pubblico.
Museo Civico Casa Cavassa, via San Giovanni 5
Ore 15.00-16.30 Léopold Senghor e Aimé Césaire. La poesia della negritudine
Di e con Giulio Stocchi
Un poeta legge i poeti, interpretandoli e contestualizzandoli. L'evento è articolato in due momenti: una breve introduzione a carattere storico sul problema della "negritudine", seguita dalla lettura di testi dei due poeti che l'hanno cantata: Léopold Senghor e Aimé Césaire. Un recital a due voci, che, proprio per la loro diversità, sono esemplari, colte nel momento "aurorale" della rivendicazione della razza (nera) come momento progressivo, di liberazione (dalla "razza bianca").
Tra le sale del Museo Civico Casa Cavassa la poesia si confronta con la storia. Un’occasione di particolare interesse per visitare l’antica dimora.
Caserma Mario Musso
Ore 17.00-18.30 Apartheid. La segregazione razziale in Sudafrica
Con Alice Bellagamba, Giampaolo Calchi Novati, Mario Zamponi Letture da testi narrativi di scrittori sudafricani a cura del Teatro del Marchesato
Il Sudafrica dell’apartheid rappresenta uno degli esempi più agghiaccianti di razzismo istituzionalizzato. Il regime di Pretoria si è retto per decenni sulla completa separazione tra bianchi e neri, secondo leggi codificate che regolamentavano ogni ambito della vita sociale e privata. Questo incontro ci porterà negli anni peggiori della storia di quel Paese, ne analizzerà le caratteristiche principali attraverso dati, documenti e la discussione, arricchita da frammenti filmici e da letture di narratori contemporanei.
Ore 10.00-12.00 Teorie e pratiche razziali nei fascismi europei a confronto (Italia, Germania, Spagna, Portogallo)
Con Alfonso Botti, Alberto Burgio, Francesco Cassata, Johann Chapoutot, Antonio Costa Pinto
Conduce Maurizio Serra
Se quella tra le due guerre mondiali è stata anche “l’età dei fascismi”, e se, come in diversi degli eventi del Festival si mostra, il fascismo è la forma politica per eccellenza assunta dal razzismo, ne consegue l’importanza di un’analisi comparata dei quattro regimi principali di tipo fascista nell’Europa del Novecento. Si cercherà, naturalmente, di mettere in luce in modo particolare il ruolo che l’ideologia razzista ha svolto nel fascismo mussoliniano, nell’hitlerismo, nel franchismo spagnolo e nel salazarismo lusitano.
Ore 12.15-13.00 Aperitivo con la Storia**
Edith Stein
Monologo di Patrizia Camatel
Introduce Angelo d’Orsi
Una giovane filosofa, allieva e poi assistente di Edmund Husserl, nata in una famiglia ebraica ortodossa, giunge all’ateismo e poi al cattolicesimo: Edith Stein diventa suora delle Carmelitane Scalze con il nome di Teresa Benedetta della Croce. La conversione tuttavia non la salverà dal campo di sterminio. Morrà ad Auschwitz nel 1942. Beatificata da papa Giovanni Paolo II, fu da lui canonizzata nel 1998. È stata nominata copatrona d’Europa. Un’attrice evoca, in un intenso monologo, questa figura straordinaria.
** Ingresso con consumazione € 3,00; gratuito per i soci dell’Associazione FestivalStoria
Caserma Mario Musso
Ore 17.00-19.30 Molti, sani e forti. Eugenetica, scienza e darwinismo sociale, dal XIX al XX secolo
Con Francesco Cassata, Jean-Yves Frétigné, Michele Nani, Paul Weindling
Conduce Angelo Guerraggio
L’antico sogno di “migliorare” la specie umana, ha trovato nel tardo Ottocento nelle teorie darwiniane un appiglio, di cui si è fatto un uso ideologico, fino a stravolgere le stesse idee del sommo scienziato. In generale, la scienza ha dato un suo contributo alle ideologie razziste, volte a dividere gli esseri umani in due grandi categorie, i “sani” e i “degenerati”. Una strada che nel Novecento porterà agli esperimenti degli “scienziati” nazisti e alle camere a gas.
Ore 21.30 Tarabou. Viaggio di un destino
Studio teatrale
Testo di Berte Bakary e Grazia Isoardi
Regia di Grazia Isoardi
Interpretato da Berte Bakary
Tarabou, in lingua malinke, significa destino. In questo caso, il destino di un giovane ivoriano obbligato dalla situazione politica del suo Paese ad abbandonare tutto per cercare un altro modo di vivere-sopravvivere. È la storia vera di Berte Bakary, del viaggio che lo porta in Italia per fuggire dalla persecuzione etnica, ancora oggi in atto, del governo della Costa d’Avorio contro la minoranza “nordista”, le cui origini provengono dal Mali. È la storia di tanti.